"Tenetevi i vostri giudizi borghesi, tenetevi i vostri articoli di giornali, tenetevi i vostri moralismi, tenetevi i vostri occhi in divisa, tenetevi i vostri soldi, tenetevi le vostre banche... Noi ci teniamo i nostri sogni!" A te Elio. I tuoi amici, i tuoi camerati, la tua gente. e da stanotte, a via Newton, fiori e saluti per Kapplerino... "Ed ora eccovi tutti insieme di nuovo, Elio, Michelino, Luca... leoni di questa città troppo spesso sorda e sorniona. Voi, sempre pronti a ruggire, spesso vittime di cacciatori infami, ma mai domi e sempre pronti a fare un passo avanti... Ora, dopo gioie e dolori, lacrime e sorrisi, vittorie e sconfitte, vi vedo correre spalla a spalla, come sempre, in quell'angolo di cielo dedicato agli eroi ed ai combattenti.

Anche se tutti... noi no."

martedì 27 settembre 2016



Come ogni anno ci vedremo alle 16,30 al Verano.
Come ogni anno ti ricorderemo e renderemo immortale
il tuo nome, le tue gesta, la tua anima.
Come ogni anno insieme a Marco, Giorgio e Giovanni
rose rosse e ricordi segneranno questa data.
Questo 23 giugno di "noi, felici pochi noi, manipolo di fratelli".
D'altronde sei uno dei "morti scomodi".
Azione Giovani non ti ha messo nel suo Pantheon,
troppo ingombrante per i missini, imbarazzante per riciclati e riabilitati.
Troppo bello per le loro squallide vite.


Sull’onda dell’antifascismo militante, gli anni 1970 e 1980 furono caratterizzati da innumerevoli attacchi e devastazioni alle sedi missine ma soprattutto l’uccisione di decine e decine di militanti su tutto il territorio nazionale. Molti giovani furono costretti a reagire, avvicinandosi non solo al Msi, quale forza politica ufficiale, ma anche a gruppi extraparlamentari. Tra questi Elio di Scala. Viveva a Roma in via Porta San Paolo nel quartiere Parioli insieme alla madre e alle sorelle. Era un ragazzo molto riservato ed educato, piccolo di statura ma molto determinato. Appena sedicenne iniziò a frequentare assiduamente la sede del Fuan, organizzazione universitaria legata al Msi, e successivamente si avvicinò ai Nuclei Armati Rivoluzionari, in via Siena. Soprannominato “Klepperino” per il suo coraggio e per la sua grande abilità nell’uso delle armi, fu arresto più volte dalla polizia e rinchiuso anche nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino per aver partecipato a due rapine: la prima nel 1980 e la seconda nel 1990. La terza rapina purtroppo gli fu fatale. Per autofinanziare l’organizzazione, fu deciso di assaltare la Banca Commerciale Italiana (Comit) in via Isacco Newton nel quartiere Portuense. Erano le 15:35 del 23 giugno 1994, pochi minuti dalla chiusura, quando, alcuni uomini armati di pistola, entrarono in azione. Mentre veniva prelevato il danaro dalle casse, una guardia giurata, Alfonso Tortorella, addetto la sicurezza della filiale, bloccava l’uscita riparandosi all’ interno della guardiola blindata. Nacque un furibondo conflitto a fuoco. Sul selciato caddero due uomini. La guardia giurata Tortorella, 49 anni, e Elio Di Scala 31 anni, raggiunto alla testa da un proiettile, morendo sul colpo. Ancora vivo, ma ferito gravemente un altro uomo, Fabio Gaudenzi, 22 anni, già noto alle forze dell’ordine, legato al “Movimento Politico Occidentale”. La notte successiva, in via Newton, furono deposti un mazzo di fiori e un biglietto con la scritta: “Muore un camerata, ne nascono altri cento. Elio Di Scala Presente”. Solo nel 2003, in seguito al rinvenimento in una cantina di via Nomentana civico 859 di un arsenale e documenti processuali relativo alla rapina, il Nucleo Operativo dei Carabinieri, fu in grado di individuare gli altri complici. Si trattava di Giovanni Marion e Andrea Rufino, quest’ultimo considerato il basista.


ROMA QUARTIERE PORTUENSE
LUOGO DELL’ UCCISIONE 

Elio Di Scala: Presente!

Sono le 15.35 del 23 giugno ’94 quando in via Isacco Newton, nel quartiere Portuense, cinque uomini, a pochi minuti dalla chiusura, entrano in azione in una agenzia della Banca Commerciale Italiana (COMIT), quattro sono entrati con le pistole in pugno, mentre il quinto è rimasto fuori, preso quanto c’era in cassa, trovano l’uscita sbrancata dall’incoscienza della guardia giurata, Alfonzo Tortorella, di 49 anni, che chiuso nella guardiola blindata si sente al sicuro, i quattro lo invitano ad aprire, al rifiuto, cominciano a sparare contro la guardiola, Tortorella, postosi in difesa delle banche usuraie, viene colpito a morte, nello scontro a fuoco viene colpito alla testa Elio Di Scala, 31 anni, capo del gruppo, che morirà sul colpo. 

Elio, negli anni 70 – 80, è uno dei tanti giovani che vivono la contrapposizione politica da eroe, con la sua attività garantisce quella libertà che il regime demo-capitalista intende togliere ai fascisti. Non accetta di subire in silenzio i continui attacchi sferrati dai servi del capitalismo che in nome dell’antifascismo devastano le sedi dei fascisti, portando in quelle sedi anche la morte, ritenne giusto reagire, muovendosi nell’entourage extraparlamentare con grande determinazione. 

Un giovane che, forse, non è al livello cultura dei “capi”, che però ammiravano il suo coraggio.

Un fascista di razza a cui affibbiarono il soprannome “Kapplerino”, per la decisione dimostrata nelle azioni e per la sua grande abilità nell’uso delle armi. 

Elio, diceva, quando si entra in questo circuito qualcosa ti cambia, nella testa: ti consideri allo stesso tempo un militante politico, un soldato, un combattente che vuole contribuire a cambiare il mondo, cercando risposte più profonde.

Elio Di Scala, è piccolo ma determinato, un ragazzo molto riservato e ben educato, abita a Roma, a Porta San Paolo (Parioli), con la madre e le sorelle. 

Appena sedicenne si infiamma dell’ideale fascista, inizia a frequentare assiduamente via Pavia dove ha sede il Fuan, (organizzazione universitaria del Msi.), successivamente si avvicina ai Nuclei armati rivoluzionari (Nar) gruppo extraparlamentare. 

I magistrati antifascisti vollero umiliarlo non solo incarcerandolo più volte, ma anche rinchiudendolo nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, metodo questo, utilizzato anche nell’ex Unione Sovietica (URSS), nei confronti dei promotori del dissenso a quel regime capitalista.


"Muore un camerata, ne nascono altri cento"
Un biglietto con questa dicitura e un mazzo di fiori sono stati ritrovati la mattina del 26 Giugno, davanti alla sede della Banca Commerciale di via Isacco Newton,  dove tre giorni fa persero la vita Elio Di Scala. Il biglietto si concludeva con lo slogan "Elio, presente". Sulla vicina edicola del giornalaio e' stata inoltre tracciata la scritta "Kapplerino vive" 



L' UNITA' 12 OTTOBRE 1993
L' UNITA' 24 GIUGNO 1994

L' UNITA' 24 GIUGNO 1994
L' UNITA' 24 GIUGNO 1994

 L' UNITA' 25 GIUGNO 1994
L' UNITA' 26 GIUGNO 1994

 L' UNITA' 19 LUGLIO 1994




PER NON SCORDARLI MAI !

ABATE ORESTE CILIVERGHE (BS) 01/10/1950 
ADOBATI PIETRO TRIESTE 05/11/1953
ALFANO BEPPE BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) 08/01/1993
ALIBRANDI ALESSANDRO ROMA 05/12/1981
ALIOTTI ANTONINO ROMA 20/02/1967
ALVAREZ ALESSANDRO MILANO 03/03/2000
ANSELMI FRANCESCO ROMA 06/05/1978
ANTONELLI GIULIO NAPOLI 03/04/1991
AZZI NICO MILANO 11/01/2007
ASSIRELLI ORLANDO SESTO S.GIOVANNI (MI) 27/01/1946
BASSA ERMINIO TRIESTE 06/11/1953
BIGONZETTI FRANCO ROMA 07/01/1978
BILLI ACHILLE ROMA 05/04/1949
BOCCACCIO IVAN RONCHI DEI LEGIONARI (GO) 06/10/1972
CALIGIANI ORIO MILANO 26/01/1946
CALZOLARI ARMANDO ROMA 25/12/1969
CAMPANELLA ANGELO REGGIO CALABRIA 17/09/1970
CECCHETTI STEFANO ROMA 11/01/1979
CECCHIN FRANCESCO ROMA 16/06/1979
CIAVATTA FRANCESCO ROMA 07/01/1978
CRESCENZI RODOLFO
CRESCENZO ROBERTO TORINO 01/11/1977
CROVACE "MAMMAROSA" RODOLFO MILANO 03/07/1984
DE AGAZIO FRANCO MILANO 14/03/1947
DE ANGELIS NANNI ROMA 05/10/1980
DE NORA PAOLO SAN GIOVANNI IN MONTE (BO)
DI NELLA PAOLO ROMA 02/02/1983
DOMINICI BENVENUTO REGGIO CALABRIA 
ESPOSTI GIANCARLO PIAN DEL RASCINO (RI) 30/05/1974
FALDUTO ANDREA
FALVELLA CARLO SALERNO 07/07/1972
FERRARI SILVIO BRESCIA 18/05/1974
FERRAZZI ANDREA  GOA
FERRERO ENRICO TORINO 24/05/1985
FERRI VITTORIO PISA 15/07/1948
GATTI FERRUCCIO MILANO 04/11/1947
GHISALBERTI FELICE MILANO 27/01/1949
GIAQUINTO ALBERTO ROMA 10/01/1979
GIRALUCCI GRAZIANO PADOVA 17/06/1974
GIUDICI BRUNO
GRILZ ALMERIGO MOZZAMBICO 19/05/1897
JACONIS CARMINE REGGIO CALABRIA 17/09/1971
LABBATE BRUNO REGGIO CALABRIA 15/07/1970
LOCATELLI "MICHELIN" FRANCO MONZA APRILE 1983
LUPARA SERGIO MILANO 26/01/1946
MACCIACCHINI EVA MILANO 17/01/1947
MACCIO' DIEGO TORINO 24/05/1985
MAGENES GIORGIO MEDIGLIA (MI) 09/11/1947
MAINO ANTONIO  CALA FIGUERA (SPAGNA)
MANCIA ANGELO ROMA 12/04/1980
MANFREDI RICCARDO LODI (MI) 03/06/1976
MANGIAMELI FRANCESCO TORRE DE’ CENCI (PA) 09/09/1980
MANTAKAS MIKIS ROMA 28/02/1975
MANZI LEONARDO TRIESTRE 06/11/1953
MASSAIA LEONARDO MILANO 1949
MATTEI STEFANO ROMA 16/04/1973
MATTEI VIRGILIO ROMA 16/04/1973
MAZZOLA GIUSEPPE PADOVA 17/06/1974
MEGGIORIN CLAUDIO BESANO (VA) 13/06/2005
MENEGHINI ENRICO MONZA 06/02/1946
MINETTI RICCARDO ROMA 20/04/1978
MONTANO SAVERIO TRIESTE 06/11/1953
MORTARI I GINO CINISELLO BALSAMO (MI) 28/11/1947
NARDI GIANNI PALMA DI MAIORCA 16/09/1976
NIGRO FRANCESCO MELISSA 29/10/1949 
PAGLIA FRANCESCO TRIESTE 06/11/1953
PAGLIAI PIERLUIGI BOLIVIA 10/10/1982
PALLADINO CARMELO NOVARA 12/08/1982
PEDENOVI ENRICO MILANO 26/04/1976
PETRUCCELLI MICHELE MILANO 14/11/1947
PISTOLESI ANGELO ROMA 28/12/1977
PONTECORVO ADRIANA TORINO 01/04/1987
PRINCIPI PIETRO
RAMELLI SERGIO MILANO 25/03/1975
RECCHIONI STEFAN0 ROMA 07/01/1978
SANTOSTEFANO GIUSEPPE REGGIO CALABRIA 31/07/1973
SCARCELLA PINO
SCARPETTI ALDO 
SPEDICATO WALTER PARIGI 02/05/1992 
TANZI BRUNILDE MILANO 17/01/1947
TRAVERSA MARTINO BARI 13/03/1980
VALE GIORGIO ROMA 05/05/1982
VENTURINI UGO GENOVA 18/04/1970
VIVIRITO SALVATORE MILANO 19/05/1977
ZAVADIL ANTONIO TRIESTE 06/11/1953 
ZAZZI EURO MILANO 03/08/1946
ZICCHIERI MARIO ROMA 29/10/1975
ZILLI EMANUELE PAVIA 05/11/1973
ZUCCHIERI MARZIO

E TUTTI GLI ALTRI CAMERATI 
CHE CONTINUANO A VIVERE
 IN QUEI CUORI CHE RENDONO 
LE LORO VITE SPEZZATE, 
PER SEMPRE IMMORTALI!


"Piuttosto morire per mantenere 
una parola che morire da traditore!"